Furto sul posto di lavoro

L’appropriazione illecita di beni tangibili e intangibili situati all'interno delle aziende, o furto, è un fenomeno ricorrente che può essere motivo di licenziamento per giusta causa del dipendente che ruba in quanto si scinde il vincolo fiduciario tra datore e lavoratore subordinato. 

Questa rottura del rapporto non sempre porta alla rilevanza penale del fatto; è da considerare la gravità dei danni arrecati all'azienda, che possono essere di carattere economico ma anche in termini di immagine aziendale.

Al datore di lavoro spetta valutare non tanto l’entità del fatto quanto la proiezione nel futuro prossimo della condotta del dipendente responsabile nell'episodio del furto in questione. Essenziale è l’onore della prova da parte del datore, che sia accertata in modo concreto e non “a voce”.

Essenziale per l’azienda diventa quindi la raccolta di elementi concreti e producibili che possano essere usati in sedi legali, come contro prova degli episodi di frode.

Il licenziamento disciplinare

Il licenziamento disciplinare è la sanzione estrema che il datore di lavoro ha a disposizione per i comportamenti del lavoratore che viola le regole di comportamento stabilite dalla legge e dal contratto che lega dipendente al lavoratore. Il licenziamento deve sempre essere motivato, attraverso:

  • una giusta causa, se il lavoratore ha commesso un fatto di tale gravità tanto da infrangere in modo irrimediabile il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. Può avvenire senza preavviso e, di fatto, il licenziamento può essere immediato.
  • un giustificato motivo soggettivo quando il lavoratore commette delle infrazioni meno gravi ma comunque in grado di interrompere il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. Qui il datore può interrompere il rapporto di lavoro ma è obbligato a rispettare un termine di preavviso, definito in un numero di giorni come da contratto.

In entrambi i casi occorre sempre fare riferimento a quanto stabilito nei rispettivi contratti collettivi di lavoro, che potrebbero delineare le modalità di licenziamento. Il licenziamento deve essere effettuato in forma scritta, indicando le ragioni in modo da informare il dipendente, che potrà a sua volta contestare quanto scritto.

Contestazione disciplinare per furto

Il licenziamento illegittimo si verifica qualora il lavoratore venga licenziato senza una giusta causa o un giustificato motivo. Il dipendente può fare ricorso per, eventualmente, stabilire delle sanzioni a carico del datore di lavoro. Quando il lavoratore ritiene che il licenziamento sia ingiusto ha fino a 60 giorni, a partire dalla ricevuta della comunicazione del licenziamento, per contestarlo tramite forma scritta.

Nei successivi 180 giorni il lavoratore deve depositare il ricorso nella cancelleria del Tribunale, comunicare al datore di lavoro la richiesta di un tentativo di conciliazione presso la direzione provinciale del lavoro oppure una richiesta di arbitrato.

Indagini furti, come tutelarsi?

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